mercoledì 18 aprile 2007

INTERVENTO DEL COMPAGNO GIOVANNI CARITA'

A Sinistra di Ponzio Pilato.

Dal Prodi dimezzato al Partito (a)Democratico.

In questo mese di congressi mi torna spesso alla mente un articolo di Erri De Luca, pubblicato sul bimestrale Micromega, intitolato “Cos’è Sinistra”. L’articolo fu scritto nei mesi del primo governo D’Alema (21.10.1998 - 22.12.1999), quello che sostituì Prodi e che governò “senza vaglio elettorale” per 14 mesi la nostra Italia. Articolo in forma di questionario ironico-critico, nel quale il noto scrittore rimproverava all’allora Presidente del Consiglio la incapacità di governare secondo i propri principi e ideali di appartenenza, in particolare dopo aver partecipato come governo al bombardamento di Belgrado.
A distanza di sette anni, come fosse un dejavu, sembra di rivivere le stesse sensazioni con l’aggravante dei congressi di partito in corso. Perché dico con l’aggravante? Per il semplice motivo che vuole per l’ennesima volta la politica italiana condannata a vita al trasformismo incalzante, ossia alla incapacità oramai cronica di riuscire a governare mantenendo fede al proprio mandato elettorale. CONTINUA

CORRISPONDENZA

Salve professore, approfitto di questo straordinario mezzo di comunicazione che è internt per condividere con te alcune mie riflessioni sulla riunione di giovedì scorso che ho dovuto a malincuore abbandonare in anticipo. Io, nonostante militi nei DS da soli 7 anni,vivo con profonda amarezza e frustrazione questo delicatissimo passaggio congressuale perchè temo che una "storia comune" stia per finire,un sogno comune è stato per molti interrotto.Molti compagni della maggioranza mi rimproverano di difendere una "storia" alla quale io ho partecipato appena,una storia che io avrei conosciuto solo per bocca dei più anziani e dai libri di storia.Io non credo sia così,quante volte ci si appassiona alla storia di un personaggio di un libro o di un film pur non essendone l'autore?mi verrebbe da dire che la storia,soprattutto quella di un partito, è un po come quella di una squadra di calcio, non la si ama perchè si nasce insieme ma perchè si condivide, si ammira il suo passato glorioso, i suoi colori, i suoi uomini,i mediani operosi e invisibili e i centroavanti spettacolari e travolgenti con i loro tocchi di classe, i suoi momenti difficili come le sconfitte e quelli più belli come le vittorie!Ecco perchè non accetto di sentirmi dire che io sono "fuori da quella storia", perchè "la storia siamo noi, siamo noi padri e figli" diceva qualche tempo fa De Gregori.Perchè dico questo?Devi sapere caro prof, che sono un ragazzo piuttosto timido che prima di parlare in pubblico ci pensa su più di una volta per evitare di dire banalità ed è per questo che giovedì non ho voluto prendere la parola, ma ora sento il bisogno di comunicarti il mio punto di vista.Io credo che noi dobbiamo restare nella nostra casa fino a che non arriverà l'ufficiale giudiziario per lo sfratto, dobbiamo continuare a dare il nostro contributo alla discussione per dimostrare il perchè del nostro "NO" al partito democratico, un no che non è "preventivo o prevenuto", come direbbe il nostro amato presindente D'Alema, ma un "NO" ponderato e denso di significato.Un "NO" a chi ci dice che il nostro partito deve essere equidistante da capitale e lavoro, sol per fare un esempio.Non dobbiamo commettere l'errore di abbandonare il campo prima di aver dimostrato la nostra incompatibilità con il loro progetto partendo da un confronto su temi specifici (lavoro, economia, laicità, istruzione etc).Allo stesso tempo dobbiamo ripartire da qui per rilanciare con forza il tema dell'unità della sinistra italiana.Ma a tal proposito vedo qualche ostacolo da dover superare.In molti compagni, forse perchè delusi e arrabbiati, noto una tendenza a ragionare con la pancia, con il cuore, piuttosto che con la testa.L'unità a sinistra presenta non pochi nodi da sciogliere, dal mio punto di vista.Temo che si stiano delineando due
strade per l'unità a sinistra:l'unità socialista con molti compagni del vecchio PSI ma non solo, e un'unità "a sinistra" con i compagni di rifondazione e del pdci.Così come trovo difficile coinciliare le posizione del compagno Mussi con la "sorella" Binetti (concedimi la battuta), trovo quasi altrettanto difficile coinciliare le posizione di Boselli con quelle di Marco Rizzo.Così come c'è da sciogliere il nodo della collocazione internazionale del PD altrettanto credo dovremmo fare con un eventuale partito unitario della sinistra:PSE o sinistra europea?Gli spunti di riflessione sono tanti e tutti molto importanti, io provo a suggerire un modo per uscire da questa situazione:avviamo un confronto con tutte le forze della sinistra ma non sulle categorie dello spirito ma su temi e problemi specifici della nostra società e verifichiamo la nostra "compatibilità" in relazione alle risposte che vorremo dare a questi problemi.Riempiamo noi di contenuto la parola "riformismo" e poniamo fine a questa distinzione stucchevole tra sinistra riformista e radicale.Solo in questo modo, secondo me, non commetteremo lo stesso errore che stanno commettendo coloro i quali si accingono a costruire il PD, descrivono minuziosamente la nostra società e i relativi problemi ma sfuggono dal dare risposte concrete, e per questo non riescono a cogliere le differenze che ci separano dalla cultura cattodemocratica della margherita.Forse sono stato un po confuso e certamente lungo,di questo me ne scuso, ma le cose da dire sono talmente tante che metterle in ordine in questi 5 minuti di tempo che sono riuscito a trovare è un'impresa ardua...almeno quanto quella di coinciliare il cristianesimo con l'illuminismo......a presto professore e grazie di tutto. Emanuele (segretario Ds Salice)

martedì 10 aprile 2007

NON SOLO SATIRA

sabato 7 aprile 2007

MUSSI A FASSINO, SONO LORO CHE SI COLLOCANO A FINE '700

''E' il Partito democratico che torna indietro, che salta a pie' pari la questione sociale, cioe' le forze socialiste che si sono formate tra '800 e '900 sono piu' avanti delle idee progressiste e democratiche''. Cosi' il leader della sinistra diessina, Fabio Mussi, ribatte alle critiche mosse oggi dal segretario del partito, Piero Fassino, che accusava la minoranza congressuale di tornare, ipotizzando una confluenza con il Prc di Fausto Bertinotti, a prima della caduta del muro di Berlino. ''Si salta indietro - sottolinea Mussi a margine della presentazione di un libro alla Fondazione Basso - tanto e' vero che il manifesto che dovrebbe stare alla base del costituente Partito Democratico parla di un partito che dovrebbe essere l a sintesi tra cristianesimo e illuminismo, perfino nel linguaggio ci si colloca alla fine del '700''.
E' la presenza dei cattolici che disturba? Chiedono i cronisti. ''Niente affatto, io con i cattolici lavoro benissimo ma non penso che una ispirazione religiosa possa essere alla base della formazione di un partito; il Pci, il partito grosso che non c'e' piu' e al quale ho contribuito per il suo scioglimento, aveva fior di cattolici al suo interno ma e' la base costitutiva cattolica, come e' nel manifesto, che io dubito possa essere la base della formazione di un partito moderno''. ''Cristianesimo e illuminismo - incalza Mussi - il problema vero e' che esiste la Conferenza episcopale, non esiste la conferenza illuminista''. E' per questo, spiega il ministro dell'Universita', che la nuova formazione di ispirazione socialista che intende promuovere al di fuori del Pd ''deve avere una forte costituzione laica, la laicita' non e' l'antireligione, e' lo spazio di liberta' per tutti compresa la liberta' religiosa che e' garantita quando lo Stato e' laico e dunque quando anche la Costituzione dei partiti politici e' laica, allora tutti sono garantiti, a partire dalla Chiesa''.

MUSSI: DA FILIPPESCHI ACCUSA GROSSOLANA

"Io con Bertinotti? Se mi si può immaginare con Binetti..." L'accusa lanciata oggi alla Sinistra Ds da Marco Filippeschi della segreteria della Quercia di non rispettare i 200 mila iscritti che hanno deciso di aderire al percorso del Partito democratico "è una cosa un po' grossolana", secondo Fabio Mussi. Parlando a margine della presentazione della raccolta di 'News left review', Mussi replica: "Non voglio scivolare lungo il piano inclinato delle accuse grossier. Filippeschi deve innanzi tutto rispettare la posizione di una parte dei Ds che ha preso nei congressi di base 37 mila voti e la cui posizione è chiara dall'inizio. Sapevano della contrarietà, quindi immagino - prosegue il leader della Sinistra Ds - che quando si è deciso di andare avanti, di accelerare, si tenesse nel conto che una parte è contraria". Mussi ricorda che in passato, sia all'epoca del Pci, sia quando con la svolta di Occhetto è stato fondato il Pds che è entrato nell'Internazionale socialista, "ho avuto tutto il coraggio necessario: ma erano comunque salti da sinistra a sinistra. Questo è un salto da sinistra a fuori". A chi gli domanda se pensa sia facile costruire un partito insieme a Fausto Bertinotti, Mussi risponde: "Se uno immagino un partito da Mussi a Binetti, tutto il resto è più facile".