venerdì 25 settembre 2009

Di Pietro non può colmare il vuoto lasciato dalla sinistra - di Luigi Crespino*



“Sinistra e Libertà” non è un partito? Allora voto Di Pietro! Fra i delusi dell’Assemblea di Bagnoli del 20 settembre ho letto questo commento. Quindi Di Pietro come male minore fra il PD e la mancata fondazione del nostro partito.
Invece, dobbiamo ammettere una volta tanto, che all’Assemblea di Bagnoli abbiamo assistito a degli interventi realistici da parte dei dirigenti. ci hanno risparmiato dichiarazioni roboanti, come quelle buttate a secchiate alla Fiera di Roma del dicembre del 2007. In quell'occasione mi rimase impresso un passaggio dell’intervento di Diliberto che disse “ Se oggi Berlinguer fosse vivo sarebbe alla nostra testa. Compagni indietro non si torna ” (sic!). Tornammo a casa illusi che la ragionevolezza avesse d’improvviso illuminato i leaderini dei partitini. Invece subito dopo si capì che questi soggetti rancorosi stavano lavorando al tanto peggio tanto meglio.
Invece il realismo che ha permeato l’Assemblea di Bagnoli può anche darsi che sfoci in un nulla di fatto, ma il 20 settembre, almeno, come militanti portiamo a casa la consapevolezza che il “gruppo dirigente” ci rispetta e ha detto pane al pane e vino al vino. Sappiamo che se vogliamo costruire un partito ci sarà bisogno di tanto lavoro, di tanti passi indietro soprattutto, di azzeramento di ceti burocratici che hanno distrutto con la loro presunzione il legame forte che c’era fra società e sezioni, ridotte, laddove esistono, in ghetti.
Può Di Pietro sostituire la sinistra? Vero è che Di Pietro ha fatto incetta di voti di sinistra, molto più del PD, ma Di Pietro con la sinistra centra poco o nulla ed è, insieme a Veltroni, uno degli artefici del cannibalismo subito dalla sinistra. Tutto ciò non significa che le prese di posizione di IDV non siano condivisibili, quando parla di regole democratiche massacrate da Berlusconi, di leggi ad personam , di furbi dritti e onesti fessi, ma la sinistra è altro rispetto a Di Pietro. Fra l’altro Di Pietro è colui che disse che ha molte cose in comune con Tabacci, mentre non ha niente in comune con la sinistra: non dimentichiamo che Tabacci milita nel partito di Casini e che nel partito di Casini c’è un parlamentare che si chiama Cuffaro.
Partiamo dall’idea che non esistono scorciatoie per fare un partito, che poi comunque deve affrontare il banco di prova delle elezioni, che il terreno è scivoloso perché i capi (anche verso i nostri è sbagliato fare atti di fede) fanno presto a trovare un altro partito che li accolga a braccia aperte. Il tema che rimane però sul tappeto è un altro: davvero un mercato del lavoro governato dalle regole della precarietà potrà essere il modello del futuro sviluppo economico? davvero la scuola di classe potrà essere il modello di istruzione del futuro? davvero il sistema radiotelevisivo e dell’informazione in genere può essere concentrato nelle mani del governo? davvero alcuni reati non potranno essere perseguiti perché depenalizzati o derubricati? davvero il lavoratore continuerà ad essere responsabile per gli incidenti nei quale rimane coinvolto? davvero si allungherà l’età pensionabile all’infinito, perché i contributi servono per coprire altri buchi? davvero si crede che lo statuto dei lavoratori sia un freno allo sviluppo? davvero le assemblee elettive saranno infarcite di onorevoli di giorno e belle di notte? davvero mentre tutti gli altri paesi almeno si interrogano su rapporto che passa tra ecologia e sviluppo, l’Italia in materia non ha né idee né intenzione di porsi il problema? davvero il diritto alla salute potrà continuare a non essere più garantito? davvero l’Italia scivolerà lungo la deriva razzista? davvero il capitalismo in Italia continuerà a mostrare il suo volto peggiore? davvero questo paese potrà continuare a depenalizzare i reati dei ricchi e a inferocirsi sui reati dei poveri? davvero lo scempio edilizio del territorio potrà continuare all’infinito? davvero concussori e corruttori potranno contare sull’impunità per sempre? davvero su questioni etiche, fine vita, diritti civili la politica non darà alcuna risposta perché tutti i partiti presenti in parlamento contengono tutto e il contrario di tutto? Questi sono i nodi che prima o poi la storia dovrà risolvere. Ma su molti di questi interrogativi Di Pietro o ha una risposta di destra da dare o non ha nessuna risposta, perché quello di Di Pietro non è un partito ma un movimento di “cattiva opinione” su Berlusconi, rispettabile e condivisibile, ma un pò pochino per essere partito e per accogliere i voti del popolo di sinistra. .
La crisi economica che attanaglia il paese è un potente viatico per le politiche clientelari che la destra gestisce in modo mirabile, fonte del suo successo elettorale. Il partito democratico, che dalla sua costituzione ad oggi, e chissà per quanto tempo ancora, è inchiodato a diatribe interne e nemmeno più riesce a nascondere che è il frutto di un pessimo matrimonio di interesse, ha dato il peggio di se stesso proprio nella nostra regione, la Puglia , sferrando un potente e dolorosissimo calcio negli stinchi a Vendola e alla sinistra tutta intera, facendo gongolare Fitto, della cui richiesta di arresto respinta dal parlamento nessuno più ne parla.
Per questo, anche a noi che siamo impazienti, non ci interessa essere solo testimoni viventi di un mondo migliore che pure è possibile, e nemmeno vogliamo più essere soltanto eccezioni politiche in uno scenario politico popolato da mascalzoni, ma ci interessa rappresentare una parte della società, ecco perché partito. Un partito che rappresenti la più larga parte della società, quella degli esclusi e quella di chi è a continuo rischio di esclusione, facendo capire che quanto più questo partito riuscirà a far includere gli esclusi, tanto minore sarà il rischio per chi oggi è incluso di vedersi domani escluso.
Questo non è, e non potrà mai esserci, nell’agenda politica di Di Pietro mentre Berlusconi è solo uno dei volti, forse fra i più sgradevoli, con i quali si presenta la destra .

*Sinistra Democratica Sez. “Pio La Torre” Alliste (Lecce)

sabato 12 settembre 2009

Verso Sinistra e Libertà - Assemblea Provinciale

Il processo di unificazione della Sinistra è ormai avviato.
L'esperienza di Sinistra e Libertà è in piena evoluzione, dallo stato di cartello elettorale a quello di partito vero e proprio.
Questo è ciò che vuole la base elettorale.
Gli organi dirigenti di Sinistra Democratica, Movimento per la Sinistra, Verdi, Partito Socialista ed Unire la Sinistra hanno avuto il grande merito di avviare questo processo, ora possono completare la transizione restituendo finalmente ai loro elettori la dignità di un Partito che non debba essere più vittima dei quorum.
Sono molteplici in Italia le esperienze territoriali di coordinamento delle attività politiche dei partiti prima menzionati sotto l'unica sigla di Sinistra e Libertà.
Lunedì 14 nascerà il coordinamento di Bari.
E' giunta l'ora di farlo anche in Provincia di Lecce.
I militanti intendono porre in essere una rete di circoli di Sinistra e Libertà, da offrire come piattaforma organizzativa ed operativa agli organi dirigenti di qualsiasi livello territoriale.
Con questo contributo, la base militante intende accelerare la fase costitutiva del partito unitario, e inviare un messaggio all'Assemblea Nazionale del 20 settembre che dovrà esprimere un indirizzo chiaro sul cammino verso Sinistra e Libertà.
L'Assemblea Provinciale si terrà a Maglie presso la sede dell'Associazione "Biblioteca di Sarajevo" il prossimo martedì, 15 settembre, con inizio alle ore 19,00.
In quella sede saranno raccolte le adesioni dei militanti alla costituzione di una rete di rapporti che consentirà di avviare da subito l'attività di Sinistra e Libertà sul territorio.
Siete tutti invitati a partecipare ed a far partecipare, per contribuire alla nascita dal basso del nuovo partito unitario della moderna Sinistra italiana.

sabato 30 maggio 2009

La SD salentina vota così

giovedì 30 aprile 2009

sabato 4 aprile 2009

La politica è una scimmia sospesa fra "Torna a casa Lessie" e "Piove governo ladro"

Forse abbiamo esagerato un po' nel criticare l'affare Fitto - Ria. Siamo stati indotti in errore dal fatto che credevamo che la coalizione dell'Ulivo avesse contaminato in maniera definitiva quella parte dei DC che per un certo tempo ha frequentato le austere sezioni dell'ex PCI. Ma in effetti Ria e Fitto, come pure Casini, Mastella, Cuffaro, Ciancimino, Lima, Gava, Leccisi, Gaspari, Andreotti, De Mita, Cossiga, Cirino Pomicino, Sbardellla e Ciarrapico sono stati per lungo tempo allevati dalla stessa mamma. Una mamma che ha predicato sempre e comunque l'esercizio del potere, mentre l'opposizione toccava, ex "fattore K", al PCI.
Insomma Ria è un po' come Lessie che alle fine della puntata torna sempre a casa.
Qualcuno obietterà che in quella DC c'era anche Moro e Dossetti, ma il primo è stato ucciso il secondo è quasi santo.
La destrutturazione del sistema elettorale proporzionale, e non tangentopoli, insieme ai partiti ha distrutto anche la politica. Così dal 1994 ad oggi solo apparentemente vi è stata alternanza, in realtà i vasi fra i due schieramenti sono diventati sempre più comunicanti e le chance di stare sempre dalla parte della "ragione" sono raddoppiate: basta un "oplà" e la cosa è fatta.
Socialisti a parte, è vero che molti comunisti sono passati alla corte di Berlusconi, anche se si trattava di mezze calzette del PCI, e sin qui si potrebbe gridare al tradimento, ma in fin dei conti bisogna ammettere che nei due partiti maggiori c’è una zona grigia, incolore, una sorta di cerchio degli ignavi stile inferno dantesco, che non ha bisogno di fare grandi salti.
Come per i frontalieri c'è una linea immaginaria, chiamata confine, che separa il luogo nel quale dormono da quello in cui lavorano, così anche decenza e indecenza sono separate solo da una linea immaginaria fatta soprattutto dall'educazione che uno ha ricevuto, dal clima che ha respirato nella famiglia in cui è nato, dalle amicizie che ha frequentato, dalle scuole in cui ha studiato e, soprattutto, da quello che ha capito quando ha studiato.
La vulgata vorrebbe che in politica tutto è consentito, ma questo è vero solo quando il popolo lo consente,appunto.
Andate a chiederlo agli americani se è così? Si fa presto a dire primarie! Non si è mai visto in quel paese che uno che perda le primarie per il partito democratico si vada poi a candidare per il partito repubblicano. Mai!
Si fa presto a dire America! Ted Kennedy ha visto sfumare la sua sicura elezione a presidente degli USA per la storia dell'incidente di auto in cui gli fu contestato il reato di omissione di soccorso che gli valse due mesi di carcere: lui era il fratello di due eroi morti ammazzati.
Per quel che riguarda noi, la nostra "ingenuità" politica, la nostra educazione fatta di valori, anche se la domenica e le altre feste comandate non frequentiamo con assiduità i riti religiosi, come fanno "quelli della zona grigia”, ci porta a fare un passo indietro quando il nostro partito ci delude e non a passare dall'altra parte: ma noi rappresentiamo quella schiera di politici che difficilmente il popolo chiamerà a governare, perché al popolo piace dire "Piove, governo ladro"!

da http://www.sinistrademocratica-alliste.it