martedì 21 agosto 2007

Per Sd è il tempo delle scelte

Intervista ad Alfiero Grandi, Il manifesto del 19 agosto 2007
di Matteo Bartocci

Per le modifiche alla legge 30 non siamo all'ultima battaglia, la sinistra non è a Fort Alamo ma ha il dovere di tenere aperta la questione e battersi per il rispetto del programma». Anche Alfiero Grandi, attuale sottosegretario all'economia, già dirigente della Cgil e oggi in Sinistra democratica, riconosce che per il partito di Mussi «il momento delle scelte è ormai impellente». «La modifica della legge 30 è nel programma - premette Grandi - è una legge che ha introdotto un supermercato della flessibilità che si è tradotto solo in precarietà. Ma per noi flessibilità e precarietà sono concetti ben diversi».

Eppure Angius, dirigente di Sd, ha difeso la legge 30.
Le sue parole lette fuori dalla contingenza dicono semplicemente che come Sd dobbiamo fare una scelta politica. Se siamo d'accordo bene, altrimenti ognuno andrà per conto suo.
E' una scelta tra la «costituente socialista» e il «cantiere della sinistra»? Continua...

Angius sbaglia, Sd non è appiattita su Riforndazione

Parla la cappgruppo alla Camera di Sinistra democratica su L'Unità del 18 agosto 2007

di Andrea Carugati

«Noi appiattiti su Rifondazione? Quella di Angius è un’analisi sbagliata, che ignora la realtà, non so quanto volutamente». Titti Di Salvo, capogruppo di Sd alla Camera, non condivide una virgola dell’intervista di Gavino Angius su l’Unità di ieri. In particolare i «giudizi trancianti» su Sd e sulle forze della sinistra radicale.
Angius ritiene che Sd sia troppo schiacciata sul Prc.
«Si vede che fa finta di non vedere, o ritiene insufficienti, gli atti compiuti da Sd. Cito la posizione sulle manifestazioni contro Bush e il giudizio articolato sul protocollo sul welfare. Noi abbiamo sempre avuto una posizione e un ruolo autonomi, nel merito delle questioni. Ma anche un obiettivo preciso: unire la sinistra nel campo del socialismo europeo. Una sinistra larga, plurale, che inglobi le culture femministe, pacifiste, ambientaliste. C’è un vuoto evidente e amplissimo da colmare a sinistra.
Angius chiede una posizione più netta sulla manifestazione del 20 ottobre... Continua...

Così non va, occorre aprire una discussione

L'esigenza di fronteggiare le forme inedite, e per certi aspetti sovversive e devastanti, del capitalismo globalizzato (basti guardare la crisi finanziaria internazionale di questo periodo) impone di fare di Sinistra Democratica non solo l'occasione per una riunificazione di forze, ma anche il luogo di una pratica politica e di una ricerca teorica, capaci di dare alla sinistra un pensiero fondamentale nuovo: uno stadio strutturale inedito che possa essere in grado davvero di rilanciare la funzione storica della sinistra in questo secolo.
Attenzione, se Sinistra Democratica non sarà in grado di incarnare questa esigenza epocale, tutto ciò che si sta facendo rischia di ridursi ad un tentativo di mera riorganizzazione tra vertici di sigle politico-parlamentari, di stampo retroguardista, destinato alla marginalità storica e quindi a disattendere il crescente bisogno di nuova rappresentanza delle masse popolari e della povera gente.
In questo senso non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione sulla cultura politica attuale e sugli obiettivi fondamentali di Sinistra Democratica, lanciando un invito alla discussione aperta e alla sostanziale chiarificazione politica; per contribuire a recuperare un impianto culturale e politico adeguato, prima che la sfida sulle prospettive storiche della sinistra italiana divenga oltre modo ardua.


sinistrademocratica.it

lunedì 20 agosto 2007

Daniele Silvesti "Il mio nemico"



Perché punta Palascia rimanga un angolo di pace.

Contro lo scempio della costa di Otranto



I compagni Giovanni e Riccardo presenti a Otranto il 19.08.2007 per manifestare contro l'ennesimo scempio sulla costa.